Alle soglie ormai della pensione partecipato con successo al corso per Accompagnatore di Media Montagna della provincia di Trento.
Da sempre appassionato di fotografia naturalistica (almeno 45 anni) e quindi conoscitore degli ambienti dolomitici, fauna e flora e storie di vita delle nostre Valli. In special modo esperto di legname e boschi di conifera sia per la parte economica che per la loro indiscussa funzione ambientale, purtroppo messe fortemente a rischio dalle ultime catastrofi naturali.
Altra mia passione è la ricerca di nuovi siti di testimonianza della Grande Guerra dalle Dolomiti Venete, Falzarego, Col di Lana, Tofane fino alle ns. vallate con il fronte dal Lagorai, Bocche, Costabella/Monzoni e Marmolada. Trincee, mulattiere, e ricoveri in roccia sono sempre ben visibili a chi li sa scorgere.
Sportivo già da piccolino in quanto appartenente alla squadra valligiana di sci alpino, più avanti con gli anni esperto sciatore in fuori pista non trascurando mai pendii estremi e nevi difficili. Non più alla mia portata ultimamente, le mie uscite con attrezzatura invernale si riducono alla ricerca di fauna alpina ed esplorazione.
Non nascondo che la mia frequentazione nei boschi è più legata al fuori sentiero e sempre alla ricerca di nuovi ambienti o scatti irripetibili. Questo però non ostacola, anzi facilita, l’accompagnamento di comitive e clienti fra le mie montagne, trovando spesso nuovi scorci anche esclusivi da offrire all’ammirazione altrui. Anche per escursioni organizzate di più giorni.
Sono passati 6 anni dall’acquisizione del diploma di Acc.Media Montagna e devo dire di aver molto spesso esaudito i desideri delle persone che cercano nella natura, quella vera e nascosta, un motivo di separazione e distacco dalla vita frenetica di tutti i giorni. E questo è motivo di personale soddisfazione in una fase della vita dove non cerco più il successo in carriera ma solamente la condivisione con altre persone di spettacoli naturali che le Dolomiti ci offrono. Da poco noi Accompagnatori abbiamo costituito il gruppo Avisio Trek, primo di questo genere nelle nostre Valli e credo che tutti noi saremo in grado di contribuire positivamente al successo dell’iniziativa ed esprimere il nostro meglio.
Da sempre appassionato di fotografia naturalistica (almeno 45 anni) e quindi conoscitore degli ambienti dolomitici, fauna e flora e storie di vita delle nostre Valli. In special modo esperto di legname e boschi di conifera sia per la parte economica che per la loro indiscussa funzione ambientale, purtroppo messe fortemente a rischio dalle ultime catastrofi naturali.
Altra mia passione è la ricerca di nuovi siti di testimonianza della Grande Guerra dalle Dolomiti Venete, Falzarego, Col di Lana, Tofane fino alle ns. vallate con il fronte dal Lagorai, Bocche, Costabella/Monzoni e Marmolada. Trincee, mulattiere, e ricoveri in roccia sono sempre ben visibili a chi li sa scorgere.
Sportivo già da piccolino in quanto appartenente alla squadra valligiana di sci alpino, più avanti con gli anni esperto sciatore in fuori pista non trascurando mai pendii estremi e nevi difficili. Non più alla mia portata ultimamente, le mie uscite con attrezzatura invernale si riducono alla ricerca di fauna alpina ed esplorazione.
Non nascondo che la mia frequentazione nei boschi è più legata al fuori sentiero e sempre alla ricerca di nuovi ambienti o scatti irripetibili. Questo però non ostacola, anzi facilita, l’accompagnamento di comitive e clienti fra le mie montagne, trovando spesso nuovi scorci anche esclusivi da offrire all’ammirazione altrui. Anche per escursioni organizzate di più giorni.
Sono passati 6 anni dall’acquisizione del diploma di Acc.Media Montagna e devo dire di aver molto spesso esaudito i desideri delle persone che cercano nella natura, quella vera e nascosta, un motivo di separazione e distacco dalla vita frenetica di tutti i giorni. E questo è motivo di personale soddisfazione in una fase della vita dove non cerco più il successo in carriera ma solamente la condivisione con altre persone di spettacoli naturali che le Dolomiti ci offrono. Da poco noi Accompagnatori abbiamo costituito il gruppo Avisio Trek, primo di questo genere nelle nostre Valli e credo che tutti noi saremo in grado di contribuire positivamente al successo dell’iniziativa ed esprimere il nostro meglio.
Il LUPO questo sconosciuto:
Bellamonte / Castelir
Da maggio a novembre il sabato
35 €
Proposta di escursione alla ricerca e alla comprensione delle abitudini e delle tracce del lupo: un magnifico essere che, negli ultimi anni, è tornato a frequentare le nostre montagne e si insedia in territori diversi, adattandosi con sorprendente intelligenza.
Durante il cammino scopriremo come è arrivato fin quassù e perché sceglie certi ambienti; come sono strutturati i branchi, chi guida e chi svolge il ruolo di helper;
quali sono le prede principali e quali segnali lascia sul terreno: piste, marcature, punti di passaggio, indizi di predazione e comportamenti.
Durante il cammino scopriremo come è arrivato fin quassù e perché sceglie certi ambienti; come sono strutturati i branchi, chi guida e chi svolge il ruolo di helper;
quali sono le prede principali e quali segnali lascia sul terreno: piste, marcature, punti di passaggio, indizi di predazione e comportamenti.
SEGNI DELLA GRANDE GUERRA IN DOLOMITI
Passo Valles, verso cima Juribrutto.
1-2/13-14/22-23 giugno
5-6 settembre
Perché Juribrutto e non Juribello?
Lo scopriremo direttamente camminando.
Partiremo dal parcheggio della Malga Vallazza, imboccando da subito una mulattiera militare che ci condurrà verso una piana paludosa di indubbio fascino.
La mulattiera prosegue in salita, portandoci verso le trincee, ancora oggi molto ben conservate, situate sul passo che ci introduce nella magnifica conca del Lago Juribrutto. Un luogo incantevole, con una vista spettacolare sul gruppo delle Pale di San Martino e sul ghiacciaio del Travignolo.
Dopo una meritata pausa ristoratrice, scenderemo lungo un sentiero segnato in direzione della Malga Juribrutto, ormai abbandonata. Osservandola, potremo comprendere il duro lavoro del pastore e del malgaro a quelle quote nei tempi passati.
L’escursione si concluderà ad anello, ritornando alla Malga Vallazza senza dover affrontare ulteriori difficoltà.
Partiremo dal parcheggio della Malga Vallazza, imboccando da subito una mulattiera militare che ci condurrà verso una piana paludosa di indubbio fascino.
La mulattiera prosegue in salita, portandoci verso le trincee, ancora oggi molto ben conservate, situate sul passo che ci introduce nella magnifica conca del Lago Juribrutto. Un luogo incantevole, con una vista spettacolare sul gruppo delle Pale di San Martino e sul ghiacciaio del Travignolo.
Dopo una meritata pausa ristoratrice, scenderemo lungo un sentiero segnato in direzione della Malga Juribrutto, ormai abbandonata. Osservandola, potremo comprendere il duro lavoro del pastore e del malgaro a quelle quote nei tempi passati.
L’escursione si concluderà ad anello, ritornando alla Malga Vallazza senza dover affrontare ulteriori difficoltà.
UNA MONTAGNA DI FIENO
Predazzo, Il Latemar
6-7/20-21 giugno
12-13/26-27 settembre.
Fienagione, pascolo, caccia di sostentamento, legname per la repubblica di Venezia e per la costruzione dei Masi fino ad arrivare alla personale scoperta di “coppelle” dell’eta del Ferro nel misterioso “Sass del
Giorgiat” luogo registrato presso il Museo Etnografico di S.Michele all’Adige.
Una montagna di ricordi che suscita nei partecipanti grande emozione. Il Trekking si svolge attraversando inizialmente boschi di larici secolari e più avanti praterie di montagna fino a 2.200 mt. di altitudine dove si praticava la fienagione solo manualmente, senza l’ausilio di macchinari. Paesaggio spettacolare con vista sulla Val di Fassa e Marmolada, monte Pelmo, Pale di S.Martino/Rolle e Catena del Lagorai a proteggere a sud l’abitato di Predazzo.
Una montagna di ricordi che suscita nei partecipanti grande emozione. Il Trekking si svolge attraversando inizialmente boschi di larici secolari e più avanti praterie di montagna fino a 2.200 mt. di altitudine dove si praticava la fienagione solo manualmente, senza l’ausilio di macchinari. Paesaggio spettacolare con vista sulla Val di Fassa e Marmolada, monte Pelmo, Pale di S.Martino/Rolle e Catena del Lagorai a proteggere a sud l’abitato di Predazzo.