DÜRERWEG

Sulle tracce di Albrecht Dürer

Da Egna (Bz) a Segonzano (Tn)

2 giorni

Durata:
3 ore

Difficoltà media

1899 m. dislivello

28 Km

Cosa spinge un pittore a mettersi in viaggio? Quali sono le attese, le aspirazioni, gli incontri? Cosa e chi trova sul percorso? Cosa vede, cosa lo sorprende?

Sono domande che si sono posti tanti studiosi nel corso dei 500 anni passati dal primo viaggio in Italia di Albrecht Dürer. Il viaggio per un pittore era un fatto abbastanza comune. Le figure di artisti itineranti sono conosciute in tutta Europa, con superamento di frontiere fisiche e culturali non indifferenti: si trattava principalmente di spostamenti “su commissione” ovvero mirati a svolgere determinate opere in posti specifici.

Con il Rinascimento si moltiplicano gli artisti che scendono dai paesi a nord delle Alpi per apprendere i segreti di questo stile conosciuto altrimenti tramite stampe, racconti orali e preziosissimi testi che giravano per tutta l’Europa.

Ma il mettersi in cammino era un atto già molto comune a fine 1400; basta pensare al periodo dei grandi pellegrinaggi medioevali quando, per un cristiano, rappresentava e garantiva la salvezza dell’anima.

Una questione non certo irrilevante per un viaggiatore era il costo economico dei grandi spostamenti: chi poteva sostenerne le spese? Viaggiare, oltre che pericoloso, era costoso e se non si disponeva di un importante capitale, era necessario trovare un supporto finanziario.

Perché allora il nostro artista compie questo presunto viaggio in Italia se non abbiamo traccia alcuna di committenze?

Del viaggio che si vuole porre tra il 1494/1495, AD ha lasciato un diario, costituito da una serie di acquerelli che tracciano il suo passaggio.
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Sergio Paolazzi
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