Accompagnatore di Media Montagna dal 15/06/2017
Diplomato alla scuola d’arte, e laureato in architettura, svolgo l’attività di architetto che unita alla passione e agli studi sulla Val di Cembra, mi ha permesso di realizzare alcuni interventi sul territorio tra cui si segnalano:
Progettazione del percorso denominato “Via dell’uva” in Valle di Cembra che congiunge Lavis con Segonzano, compresa la collaborazione alla scrittura della guida;
Ideazione culturale e progettazione del percorso denominato “Semita AQUA” nel territorio di Faver;
Ho scritto la guida del “Dürerweg”, sentiero dedicato ad Albrecht Dürer tra la Bassa Atesina e la Valle di Cembra;
Ho collaborato alla scrittura della Guida n. 01 della Valle di Cembra “Il sentiero dei vecchi mestieri”;
Ho collaborato come autore al numero monografico 15 (2014) della rivista “Sentieri Urbani” edita dalla Sezione Trentina dell’Istituto Nazionale di Urbanistica;
Ho svolto la ricerca storica e scritto i testi di alcuni totem informativi per conto dell’APT Pinè-Cembra.
Come guida lavoro prevalentemente in val di Cembra per conto di enti, scuole, agenzie e associazioni. Accompagno inoltre sul territorio delle Valli di Fiemme e Fassa, dell’Alto Garda, Dolomiti di Brenta, e altre zone del Trentino.
Nei miei accompagnamenti svolti solo in lingua italiana, prediligo stimolare riflessioni piuttosto che impartire “lezioni”. Parlo di ambiente antropico, storia locale, antropologia, arte, architettura, narrazioni locali, geologia, flora, fauna, cercando empatia con le persone accompagnate.
Progettazione del percorso denominato “Via dell’uva” in Valle di Cembra che congiunge Lavis con Segonzano, compresa la collaborazione alla scrittura della guida;
Ideazione culturale e progettazione del percorso denominato “Semita AQUA” nel territorio di Faver;
Ho scritto la guida del “Dürerweg”, sentiero dedicato ad Albrecht Dürer tra la Bassa Atesina e la Valle di Cembra;
Ho collaborato alla scrittura della Guida n. 01 della Valle di Cembra “Il sentiero dei vecchi mestieri”;
Ho collaborato come autore al numero monografico 15 (2014) della rivista “Sentieri Urbani” edita dalla Sezione Trentina dell’Istituto Nazionale di Urbanistica;
Ho svolto la ricerca storica e scritto i testi di alcuni totem informativi per conto dell’APT Pinè-Cembra.
Come guida lavoro prevalentemente in val di Cembra per conto di enti, scuole, agenzie e associazioni. Accompagno inoltre sul territorio delle Valli di Fiemme e Fassa, dell’Alto Garda, Dolomiti di Brenta, e altre zone del Trentino.
Nei miei accompagnamenti svolti solo in lingua italiana, prediligo stimolare riflessioni piuttosto che impartire “lezioni”. Parlo di ambiente antropico, storia locale, antropologia, arte, architettura, narrazioni locali, geologia, flora, fauna, cercando empatia con le persone accompagnate.
DÜRERWEG
Da Egna (Bz) a Segonzano (Tn)
Cosa spinge un pittore a mettersi in viaggio? Quali sono le attese, le aspirazioni, gli incontri? Cosa e chi trova sul percorso? Cosa vede, cosa lo sorprende?
Sono domande che si sono posti tanti studiosi nel corso dei 500 anni passati dal primo viaggio in Italia di Albrecht Dürer. Il viaggio per un pittore era un fatto abbastanza comune. Le figure di artisti itineranti sono conosciute in tutta Europa, con superamento di frontiere fisiche e culturali non indifferenti: si trattava principalmente di spostamenti “su commissione” ovvero mirati a svolgere determinate opere in posti specifici.
Con il Rinascimento si moltiplicano gli artisti che scendono dai paesi a nord delle Alpi per apprendere i segreti di questo stile conosciuto altrimenti tramite stampe, racconti orali e preziosissimi testi che giravano per tutta l’Europa.
Ma il mettersi in cammino era un atto già molto comune a fine 1400; basta pensare al periodo dei grandi pellegrinaggi medioevali quando, per un cristiano, rappresentava e garantiva la salvezza dell’anima.
Una questione non certo irrilevante per un viaggiatore era il costo economico dei grandi spostamenti: chi poteva sostenerne le spese? Viaggiare, oltre che pericoloso, era costoso e se non si disponeva di un importante capitale, era necessario trovare un supporto finanziario.
Perché allora il nostro artista compie questo presunto viaggio in Italia se non abbiamo traccia alcuna di committenze?
Del viaggio che si vuole porre tra il 1494/1495, AD ha lasciato un diario, costituito da una serie di acquerelli che tracciano il suo passaggio.
Sono domande che si sono posti tanti studiosi nel corso dei 500 anni passati dal primo viaggio in Italia di Albrecht Dürer. Il viaggio per un pittore era un fatto abbastanza comune. Le figure di artisti itineranti sono conosciute in tutta Europa, con superamento di frontiere fisiche e culturali non indifferenti: si trattava principalmente di spostamenti “su commissione” ovvero mirati a svolgere determinate opere in posti specifici.
Con il Rinascimento si moltiplicano gli artisti che scendono dai paesi a nord delle Alpi per apprendere i segreti di questo stile conosciuto altrimenti tramite stampe, racconti orali e preziosissimi testi che giravano per tutta l’Europa.
Ma il mettersi in cammino era un atto già molto comune a fine 1400; basta pensare al periodo dei grandi pellegrinaggi medioevali quando, per un cristiano, rappresentava e garantiva la salvezza dell’anima.
Una questione non certo irrilevante per un viaggiatore era il costo economico dei grandi spostamenti: chi poteva sostenerne le spese? Viaggiare, oltre che pericoloso, era costoso e se non si disponeva di un importante capitale, era necessario trovare un supporto finanziario.
Perché allora il nostro artista compie questo presunto viaggio in Italia se non abbiamo traccia alcuna di committenze?
Del viaggio che si vuole porre tra il 1494/1495, AD ha lasciato un diario, costituito da una serie di acquerelli che tracciano il suo passaggio.
SEMITA AQUA
Trentino
Dal paese di Faver al ponte di Cantilaga, attraversando vigneti coltivati e terreni abbandonati lungo un sentiero a picco sul torrrente Avisio. Risalita dalla Corvaia (E5)
Piramidi di Segonzano by night.
Trentino
Il fenomeno naturale delle Piramidi di Segonzano raccontate percorrendo in notturna il sentiero che permette di ammirarle da vicino. Storia, geologia, aneddoti e racconti ci accompagneranno in questo luogo affascinante.
La via dell'Uva
Val di Cembra
La VIA DELL’UVA è un percorso che inizia presso il Maso Franch nel Comune di Giovo e termina alle Piramidi di Segonzano, attraversando la maggior parte dei paesaggi cembrani caratterizzati dalla viticoltura.
Prevede il passaggio presso alcuni siti di interesse storico e culturale come le antiche chiese di S. Giorgio, S. Floriano e S. Leonardo, oltre al castello di Segonzano. Si attraversano alcuni centri abitati che hanno anche la funzione di supporto logistico: lungo tutto il percorso, esclusi i paesi, c’è un solo punto dove è possibile fornirsi di acqua potabile.
Alcune tratte andranno a sovrapporsi a sentieri già tracciati e segnalati, come il Sentiero della Rosa e la discesa fino a Ceola, il percorso dalla chiesa di S. Leonardo all’abitato di Lisignago, il Sentiero Europeo E5 ed il Durerweg nei Comuni di Altavalle e Segonzano.